Navelli e l’oro rosso d’Abruzzo
Si parte da Navelli (1), incantevole borgo medievale con il suo dedalo di stradine, viuzze tortuose, case di pietra antica e scalini scavati nella roccia. Il paese inoltre è luogo di eccezione per la produzione del famoso zafferano dell’Aquila DOP, rara e preziosissima spezia che rappresenta il cuore dell’economia di questo territorio, anche per le migliaia di turisti che vengono qui ad ottobre ad ammirarne la fioritura. Da non perdere, dunque, una visita alla Cooperativa di produttori di Zafferano (2) per annusare, assaggiare e portare a casa il prezioso souvenir di questa terra.
Civitaretenga e le sue testimonianze storiche
Tappa interessante quella a Civitaretenga (3) dove si può visitare il Monastero di Sant’Antonio, con l’annessa chiesa rinascimentale, la torre quadra medievale, la chiesa di Sant’Egidio e il piccolo ghetto che ospitò gli ebrei dal XIII secolo fin verso il 1510.
Lungo il Tratturo Magno
Sul percorso, sosta obbligata alla Chiesa di Santa Maria de’Centurelli (4) che, in tempi di transumanza, era stazione di posta del Tratturo Magno, quello che collegava L’Aquila a Foggia e dove le greggi venivano convogliate dal Gran Sasso verso i pascoli del Tavoliere delle Puglie.
La Piana di Navelli e Peltuinum
Continuando a pedalare lungo la Piana di Navelli (5), una delle più suggestive dell’Abruzzo aquilano, tra il Gran Sasso a nord-est e il Sirente Velino a sud-ovest, si ammirano paesaggi mozzafiato prima di srrivare al sito archeologico di Peltuinum (6), dichiarato monumento nazionale nel 1902. Dell’antica città romana rimangono i resti di un imperdibile tempio forse dedicato ad Apollo, così come testimoniano i resti epigrafici e il ritrovamento di una mensa per le offerte alle divinità.
Il ritorno verso Navelli
Tornando indietro verso Navelli è d’obbligo una deviazione per l’Oratorio di San Pellegrino (7) che fa parte, insieme alla chiesa di Santa Maria Assunta, del complesso di straordinario valore artistico legato alla storia e alla diffusione dell’ordine monastico di San Benedetto. Sull’anello del tracciato vale una sosta il Palazzo Santucci (8), edificio baronale finito di costruire intorno al 1630 e oggi di proprietà del Comune di Navelli che lo utilizza come prestigiosa location per eventi.





