Un anello impegnativo tra Lazio, Abruzzo, Marche e Umbria
Vale una pedalata questo percorso ad anello, bello e impegnativo, di quasi 55 km che va da Amatrice ai pantani di Accumoli lungo il versante laziale del Parco del Gran Sasso Monti della Laga, lambendo i Sibillini. Siamo in un punto molto particolare dell’Italia, in territorio laziale, ma all’incrocio fra ben quattro regioni.
Amatrice e la rinascita dopo il terremoto
Si parte dunque da Amatrice (1), il comune che sta faticosamente rinascendo dopo i terribili terremoti del 2016 e 2017 che hanno praticamente raso al suolo tutti gli edifici del centro storico.
Il guanciale IGP e l’Amatriciana originale
Non mancherete però di rendere omaggio agli eroici allevatori della zona gustando e acquistando lo strepitoso guanciale IGP (2) ottenuto, appunto, dalla guancia del maiale e sapientemente speziato e affumicato.
E’ l’ingrediente principe della famosissima pasta all’Amatriciana (3), che qui si può gustare nell’unica e indiscutibile ricetta originale nei tanti ristoranti che un tempo popolavano il centro storico e che ora invece sono ospitati provvisoriamente nei centri commerciali tirati su dopo il terremoto. La qualità non è cambiata.
I Pantani di Accumoli
Il tracciato, da percorrere in senso antiorario, è abbastanza agevole fino all’area dei Pantani di Accumoli (4), un paesaggio di selvaggia bellezza disegnato da una serie di laghetti di origine glaciale disseminati su dei pianori dove è possibile incontrare cavalli e mucche al pascolo brado.
Accumoli e la Torre Civica
Si arriva quindi ad Accumoli, comune epicentro del terremoto del 2016, dove si può osservare quel che resta della Torre Civica (5), unica nel suo genere nella Valle del Tronto, a pianta quadrata e slanciata.
La salita verso la vetta di giornata
Da qui parte una salita per buone gambe di una decina di chilometri e 400 metri di dislivello fino ai 1160 metri della vetta di giornata.
La Panchina Gigante e il Lago Scandarello
Si procede quindi attraversando un bellissimo paesaggio naturale fino ad incontrare la Panchina Gigante 246 (6) che spicca nel paesaggio con il suo colore rosa magenta, posizionata poco prima del Casale Nibbi.
Poco più oltre c’è l’invaso artificiale del Lago Scandarello (7), formatosi con la diga edificata del 1924. Durante la seconda Guerra Mondiale la diga fu minata dalle truppe nazi-fasciste con l’obiettivo di sommergere e distruggere i paesi della Valle del Tronto, ma la tragedia fu sventata dell’eroico gesto di 27 cittadini amatriciani che riuscirono a disinnescare gli ordigni.
Rientro ad Amatrice
Ancora qualche colpo di pedale e si ritorna ad Amatrice.





